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illume incontra ilsole
michelangelo, sagrestia nuova
Ort: basilica di san lorenzo, firenze, italia
Projekt:michelangelo buonarroti
Käufer:lottomatica
Beleuchtungsprojekt:Viabizzuno
foto:fabio gambina
entrando nello spazio della sagrestia nuova lo sguardo, emozionato, si posa sul marmo sapientemente lavorato da michelangelo e sulle eleganti geometrie architettoniche in pietra serena. le sculture sono accarezzate dalla luce naturale che dall’alto, oltre la cupola in penombra, sacrale, discende e tocca ogni dettaglio della monumentale architettura cinquecentesca. la luminosità radiante di questo luogo invita ad un intimo ritiro e intriga chi si appresta a studiarne la bellezza e l’origine, per potervi integrare dei lumi artificiali. il michelangelo, per attenersi al ritmo compositivo della sagrestia vecchia del brunelleschi, simmetricamente edificata a sud del transetto della basilica di san lorenzo, apre delle finestre, con i telai ad altezze sfalsate, nella parte alta della sagrestia nuova, rivelando così l’efficacia degli studi leonardeschi sui lumi primari e sui lumi secondari. un’armonica dialettica tra luce diretta e riflessa, tra ilsole e illume, regola il progetto della luce per le tombe medicee. ‘il corpo luminoso si chiama quello che ha il lume, e la chiarezza, come è il sole, e simili’, (cit. trattato dell’arte della pittura, scultura e architettura, di giovanni paolo lomazzo, milano 1584). durante le ventiquattro ore del giorno del solstizio d’estate, il ventun giugno, ho ripreso con più telecamere il movimento della luce naturale sulle sculture all’interno della sagrestia. solo ponendomi in rigoroso ascolto del luogo, ho capito di dover portare i miei lumi molto vicino al sole, domato da michelangelo con così tanta maestria, per generare una luce intensa e uniforme, non drammatica, con ombre plastiche, sensuali. la scelta di posizionare gli apparecchi d’illuminazione con propulsore dinamico su n55 binario e lampadina tecnica lensoptica amP180 fascio stretto 15° sul secondo cornicione, eliminando il sistema di illuminazione esistente installato sull’ordine inferiore, è dettata dall’intenzione di assecondare la provenienza della stessa luce pensata da michelangelo. le finiture delle sorgenti luminose e il loro arretramento rispetto al limite del cornicione derivano dall’intenzione di avere una perfetta integrazione con l’architettura. i riflettori in alluminio nero55 e il sistema antiabbagliamento consentono ai visitatori di godere dello spazio e delle sculture senza alcuna interferenza ma con un supporto luminoso omogeneo. le caratteristiche illuminotecniche degli apparecchi Viabizzuno, utilizzati per il delicato restauro delle tombe di michelangelo, sono infatti una diretta conseguenza dei dati ottenuti dallo studio della luce naturale al solstizio d’estate. al fine di garantire una massima qualità della luce e un’altissima resa cromatica, le sorgenti elettroniche Viabizzuno, 4000K, 3000lm, sono frutto di un’analisi che si rifà alla normativa tm 30, con rf 96, rg 103 e step macadam 1. la luce viene trattata al pari del marmo e della pietra serena, creando un perfetto equilibrio materico e cromatico. la luce diffusa proveniente dal lanternino inonda lo spazio fortemente orientato alla verticalità, lasciando la cupola cassettonata in una penombra che rappresenta il preludio all’ascensione dell’anima dei medici verso l’alto, verso il celeste, mentre sui sarcofagi stessi, illuminati finalmente in maniera più sensibile, prendono vita le allegorie che sembrano scolpite dalla luce del momento della giornata che rappresentano. michelangelo lavora le sculture poste a celebrare la famiglia de’ medici facendo sì che il gioco di assorbimento e riflessione della pietra e del marmo sia netto e suggestivo, ma soprattutto per celebrare il preludio ad una narrazione simbolica, scandita dal movimento della luce solare, diretta e indiretta, diagonale e orizzontale. la luce naturale proveniente dalle aperture esistenti continua ad essere il fulcro dell’illuminazione della sagrestia, il nuovo sistema d’illuminazione Viabizzuno genera una luce che va ad integrarsi con quella naturale, dando un contributo necessario per l’apprezzamento dello spazio in qualsiasi momento e con qualsiasi condizione metereologica. ‘il lume tocca dolcemente, e trascorre ne’ corpi con ordine naturale’.

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