La riapertura del cinema Modernissimo è stata un’operazione di restituzione alla città di Bologna di un luogo sparito da quindici anni, ma rimasto nella memoria dei cittadini. Questo restauro chiude un cerchio: vengono riportati in vita due mondi sotterranei, il sottopasso di via Rizzoli, che è già diventato uno spazio espositivo permanente, e il cinema Modernissimo, suggellando quella dimensione culturale importante, simboleggiata da un tratto di via Emilia, che la riapertura degli spazi rende visibile al pubblico, portandoci alla memoria la storia plurimillenaria della città.
Il cinema Modernissimo si colloca oggi in uno spazio nato all’inizio del novecento. Il primo progetto di realizzazione di un teatro sotterraneo risale infatti al 1912. All’interno del grande progetto di rinnovamento del centro di Bologna, si gettano le fondamenta di palazzo Ronzani: un edificio polifunzionale, baluardo della modernità bolognese, nato dall’avveniristico progetto dell’architetto e scenografo Gualtiero Pontoni su commissione di Alessandro Ronzani, noto industriale dell’omonima birra di Casalecchio. Il teatro sotterraneo, dotato di un duplice accesso da via Rizzoli e da piazza re Enzo, contava circa duemila posti ma, viste le sue peculiarità architettoniche e strutturali, ebbe numerosi problemi legati ai permessi e aprì nel 1921.
Nei decenni successivi il teatro fu oggetto di diversi cambiamenti, fino a proporre una programmazione esclusivamente cinematografica. Dopo un ampio progetto di riqualificazione degli anni ’50 e aver mutato di nome numerose volte, la sala diventò il frequentatissimo cinema arcobaleno, rimasto in attività fino al 2007.
Il progetto di riqualificazione del teatro cominciato nel 2014 è stato sottoscritto dal comune di Bologna, dalla fondazione cineteca di Bologna e da Emmegi cinema, proprietaria dell’immobile. Gli anni seguenti hanno visto la fondazione della società Modernissimo avviare la sfida progettuale che ha iniziato a prendere forma dal 2020 con l’inizio dei lavori. Per viaggiare nel tempo fino al Modernissimo delle origini, il ruolo di curatore artistico è stato affidato a Giancarlo Basili, scenografo tra i più autorevoli del cinema italiano. Gian Luca Farinelli, direttore della cineteca di Bologna ha raccontato le motivazioni di questa scelta: ‘perché uno scenografo e non un architetto? Perché la struttura architettonica del Modernissimo era già data, mentre noi avevamo bisogno di un artista che ci facesse sognare e facesse del Modernissimo il luogo della sorpresa, ci facesse entrare in quest’atlantide del cinema’. Il progetto artistico di diversi spazi è stato curato da Marionanni e il progetto della luce è stato sviluppato da Marionanni con Viabizzuno.
Il sapore che si respira, percorrendo il sottopasso che unisce la città alla città sotterranea, è autentico. Giancarlo Basili ha seguito un doppio binario: da un lato, ha mantenuto le tracce originali rimaste; dall’altro lato, partendo dalle poche fotografie e dai molti disegni del progetto dell’epoca, ha immaginato la realizzazione di un sito di straordinaria bellezza che celebrasse il cinema, mantenendo il sapore di cento anni fa. Il doppio volume architettonico, sotto lo storico palazzo Ronzani, è una macchina del tempo. Ogni dettaglio storico è stato mantenuto e coniugato a una lettura contemporanea degli spazi tramite l’illuminazione Viabizzuno – dando vita a un connubio unico tra passato e futuro. L’emblema di questa unione, da un punto di vista illuminotecnico, è il lampadario che domina in quattro punti la sala principale. Sono state mantenute la forma affusolata originaria e la storica base ottagonale, costituita da un rosone in ottone con un diametro di oltre un metro. Da essa si dipartono otto aste in acciaio impreziosite da altrettante sfere in vetro, sostegno dell’imponente semisfera di luce di 1,2 m che riempie la cavità del lampadario, da cui viene emessa nell’ambiente sia un’illuminazione diretta che indiretta, tocco di modernità nella rilettura del classico.
Basili ha attuato una reinterpretazione in chiave contemporanea degli stilemi originari. La consultazione delle fotografie d’archivio e dei progetti dello scenografo Pontoni gli ha consentito di individuare linee e materiali che caratterizzavano i decori originari della sala, compresi gli elementi luminosi.
Forme e colori sono stati ridisegnati con coerenza, rivolgendo un occhio di riguardo allo spettatore che dal basso può ora godere, anche a distanza, della ricchezza del soffitto.
I corrimano ai lati della grande sala racchiudono anch’essi autenticità storica, alta tecnologia e funzionalità grazie alla luce integrata Viabizzuno, che guida gli spettatori senza essere protagonista. L’elegante foyer dal sapore liberty è impreziosito da traccia sistema con luce integrata che compone le librerie: i montanti verticali di tracciapiù alti quasi cinque metri e mezzo insieme ai bracci orizzontali di tracciameno costruiscono la trama di sostegno delle mensole in legno, sui cui trovano spazio oggetti cinematografici di rilievo come cineprese d’epoca e riconoscimenti internazionali come il leone d’oro a Marcello Mastroianni, il tutto racchiuso da ante in vetro anch’esse fissate sui montanti traccia tramite una cerniera appositamente realizzata.
I corridoi accompagnano gli spettatori in un viaggio nella storia del cinema, diventando luogo espositivo grazie alle locandine d’epoca illuminate da cornici luminose realizzate con c sistema. Il progetto della luce ha riguardato anche gli altri locali antistanti il foyer: nel caffè Pathé, traccia sistema con faretti trentotto speciali integrati crea un ambiente accogliente senza trascurare la funzionalità richiesta dallo spazio, mimetizzandosi tra i volumi dell’architettura, mentre bicchieri e bottiglie trovano spazio nel retro del bancone su mensolona con micromen. Nelle nicchie che espongono fotografie dello spazio prima del restauro si cela una lama di luce di c2 integrato nel sistema 094. L’area dedicata alle toilette è dominata da una lunga parete di piastrelle che compongono la scritta ‘cinema’ illuminata da n35 sospensione, mentre nel corridoio sono integrati nel cartongesso i faretti intè. I lavori di ristrutturazione hanno riportato alla luce un altro elemento della storia della città: il cinema Modernissimo si trova infatti in prossimità del decumano massimo della bononia romana. Il basolato rinvenuto è stato quindi integrato nello spazio del cinema e valorizzato tramite microtraccia con faretto trentotto. Il cinema Modernissimo è un viaggio nella storia, nella cultura, nell’arte e nella tecnologia.


‘A partire dagli anni settanta abbiamo assistito a un processo di progressiva omologazione delle sale cinematografiche, che agli occhi di noi spettatori appaiono oggi, in tutto il mondo, tutte uguali. Ci siamo mossi in direzione opposta, alla ricerca dell’unicità del Modernissimo. Le prime grandi sale cinematografiche nacquero attorno al 1913, con i primi lungometraggi, e fu proprio un successo Italiano a innescare, nel mondo, la creazione dei grandi, sorprendenti, palazzi del cinema. Fu ‘quo vadis?’ di Enrico Guazzoni, prodotto dalla Cines, a innescare la nascita di luoghi dedicati agli eventi cinematografici e non più ricavati da altri spazi. La prima fonte di ispirazione architettonica furono i teatri all’italiana, ed è questa bellezza originale che abbiamo voluto far rivivere nel recupero del Modernissimo. Con un’ulteriore particolarità, che riguarda la storia di Bologna: il palazzo che ospitò fin dall’inizio il Modernissimo nacque contestualmente all’allargamento di quella che oggi si chiama via Rizzoli, operazione che portava con sé un’idea di trasformazione della città.
Così il primo palazzo della modernità, a Bologna, ha nel suo cuore il Modernissimo. Un luogo utopico, unico e irripetibile, fin dal suo progetto iniziale.’
”traccia sistema
traccia sistema, nato nel 2018, permette di realizzare infinite configurazioni grazie ai suoi diversi profili in alluminio estruso ossidato, disponibili nelle lunghezze di 2000mm o 3000mm: microtraccia, microtraccia scomparsa totale, tracciameno, tracciapiù, tracciatì, tracciaelle, tracciae, mensolonatraccia. Tutti i profili sono disponibili nelle finiture argento hacca e nero55. Il profilo tracciapiù può essere ulteriormente personalizzato rivestendolo in qualsiasi tipo di materiale come legno, plastica riciclata, alluminio, etc. Grazie al giunto rapido elettrificato, con traccia sistema è possibile progettare strutture espositive elettrificate, librerie, armadi con appendiabiti e ripiani orizzontali e inclinati, utilizzando i montanti verticali tracciapiù per l’installazione a terra-soffitto mediante il fissaggio di piedini inferiori e superiori regolabili ø80mm, o a terra-parete utilizzando una base di ø350mm che non necessita di tasselli a pavimento e staffa di fissaggio a parete.
Ogni profilo presenta una o più scanalature in cui è possibile installare un cavo a 24Vdc di sezione 10.6x4.2mm con 2x1,5mm² di conduttori, compatibile con diversi prodotti Viabizzuno . Ciò consente di utilizzare il sistema per realizzare progetti di illuminazione sempre nuovi, che possono essere facilmente personalizzati e modificati in base alle esigenze. Le soluzioni di luce Viabizzuno compatibili sono micromen, trentotto, faretti ecomini, n55 orientabile, n55 sospensione, n55 con tige h.350mm configurabile con paralume in seta, n22, luce lineare 13x8, n22 con tige, n22 sospensione, peled sospensione, coppibartali 1 modulo, vetrine elettrificate o a induzione. Inoltre ogni struttura di traccia sistema può essere implementata con pannelli fonoassorbenti, mensole espositive, ganci, campane di vetro o elementi in legno personalizzabili.
n35
Progettato da Marionanni per Viabizzuno , n35 rappresenta la miniaturizzazione di n55, sistema brevettato Viabizzuno che ha rivoluzionato il mondo della luce. Il sistema brevettato n35 è composto da interfaccia, propulsore e lampadina classica,decorativa o tecnica, che possono essere facilmente cambiati grazie all’apposito attacco a vite. Disponibile nelle versioni terra con dimmer integrato nella base, sospensione, soffitto, soffitto orientabile, parete con braccio per installazione a scomparsa totale o con rosone esterno ed alimentatore remoto, per infinite configurazioni di luce. Disponibili nelle finiture nero e argento hacca. Combina grande flessibilità, alta tecnologia e alta affidabilità con massima qualità della luce, bassi costi di installazione, bassissimi consumi energetici, bassissimi costi di manutenzione e sostenibilità. Il tutto racchiuso in un corpo di soli 35mm.
Il cuore del sistema è dato dal propulsore dinamico con sorgente elettronica les9, ra98, 2 step macadam, fino a 8,4W 943lm 2700K e 3000K.

