Ci sono pochi paesi come l’Italia in cui il cibo è strumento di conoscenza, comunione e comunicazione. Non sorprende quindi che nel cuore di Treviso sorga un tempio del tiramisù: Palazzo Barberia, un edificio antico in cui memoria e modernità si incontrano, che racconta la storia della città. Nelle sue sale si
Celebra in tutte le sue forme uno dei dolci più amati nel mondo. Il progetto di riqualificazione di questo luogo è stato realizzato dallo studio Paolo Lucchetta + retail design, mentre il restauro è stato curato da Paolo Arveda. È stata la ricerca del dialogo tra memoria storica e modernità della riqualificazione la guida di tutte le scelte progettuali, sostenute dalla visione di un’imprenditrice illuminata che ha creduto nelle possibilità generatrici dell’architettura.
La struttura rinascimentale presenta al suo interno da una parte un ricco impianto decorativo di affreschi, dall’altra un pauperismo materico nella costruzione di legno e mattoni, tipico dell’edilizia veneta.
La sequenza dei piani dell’edificio segue idealmente la sequenza delle funzioni pubbliche, sociali e private che ogni spazio assolve.
Il piano terra è dedicato all’esposizione dei prodotti artigianali su grandi banchi che sanno di tradizione, ma che celano una tecnologia sostenibile. Sopra all’ingresso, fra le travi di legno chiaro, si trova da ma sospensione, lampadario iconico che con le sue infinite lenti di cristallo crea giochi di luce sempre diversi. Un’estetica preziosa che strizza l’occhio al passato per forma e matericità. Intorno, una cornice di tracciameno con faretti ecomini fornisce luce all’ambiente e al bancone, dietro al quale bicchieri, bottiglie e confezioni di caffè pregiato trovano spazio su mensolona con luce lineare integrata.
L’impiego di traccia sistema è stata la risposta a molte delle sfide progettuali che la trasformazione di questo edificio ha presentato: oltre all’illuminazione d’accento o diffusa per la valorizzazione degli affreschi, ha permesso di portare la corrente elettrica ad ogni piano e in particolare i segmenti di tracciameno si sono dimostrati il supporto perfetto per il cablaggio del sistema audio in tutto lo stabile.
Trattandosi di un edificio storico vincolato dalla soprintendenza dei beni culturali, in molti spazi non era possibile sfruttare pareti e soffitti per il montaggio di apparecchi di illuminazione e prese elettriche. Per questo motivo è stato selezionato ticablo, che permette di sfruttare il livello al di sotto della pavimentazione per portare i cavi ovunque sia necessario. Con piccoli fori nel pavimento è quindi stato possibile installare prese di corrente e soluzioni di luce.
Nel vano scala che attraversa e congiunge i piani è stato utilizzato c2 con 13x8 funzionante anche in emergenza. Il primo piano è dedicato al piacere della degustazione: la socialità che nasce dalla condivisione di un pasto si svolge sotto a binari di tracciameno che sfruttano la trama delle travi in legno originali, riccamente decorate e sapientemente preservate, esempio di come la tecnologia possa non solo integrarsi nella storia, ma valorizzarla. I toni caldi delle finiture e degli arredi scelti per questi ambienti si coniugano armoniosamente con i colori dei decori e dei materiali antichi.
Nelle aree di passaggio sono state realizzate strutture espositive personalizzate di traccia sistema con luce lineare e mensole integrate. I piani successivi sono per la sperimentazione, per l’apprendimento e per l’ampliamento della visione e dell’esperienza tramite spazi immersivi multimediali.
Il progetto della luce Viabizzuno rispecchia tutto questo: rispetto della memoria e della tradizione tramite soluzioni tecnologiche avanzate, flessibili e sostenibili.


da ma
Elegante e maestosa, è stata progettata da Marionanni e David Chipperfield per Viabizzuno , dai quali prende il nome. Originariamente pensata per la boutique del brand di moda valentino in via Montenapoleone a Milano realizzato da David Chipperfield Architects, è oggi una delle lampade più iconiche della collezione Viabizzuno . Lenti biconcave circondate da un disco in ottone creano riflessi di luce suggestivi che impreziosiscono lo spazio circostante. Il suo design senza tempo e le sue molteplici versioni la rendono una soluzione di luce capace di valorizzare tanto gli spazi più intimi quanto quelli più conviviali.
Apparecchio di illuminazione a sospensione e terra per interni IP20. Realizzato con profili calandrati in ottone naturale di sezione 10x10mm di forma cilindrica o ellittica di diverse dimensioni distanziati fra loro da anelli in ottone diametro ø80mm con lenti biconcave.
All’interno dell’apparecchio di illuminazione sono installati due profili di ottone di sezione 10x3mm che creano un binario elettrificato per alimentare le sorgenti elettroniche n22 2700K Ra95 a luce diffusa, completi di tige di diverse altezze, di supporto al diffusore in cristallo trasparente per creare effetti di luce suggestivi.
Modelli:
da ma sospensione 18 lenti su 4 file, diametro ø430mm h.330mm, 8x2,5W;
da ma sospensione 32 lenti su 6 file, diametro ø760mm h.490mm, 14x2,5W;
da ma sospensione 66 lenti su 8 file, diametro ø1520mm h.650mm, 32x2,5W;
da ma sospensione 64 lenti su 4 file, ellittica 2100x380mm h.330mm, 32x2,5W;
da ma sospensione 60 lenti su 6 file, ellittica 1760x760mm h.490mm, 32x2,5W;
da ma terra 01 con base in acciaio e asta di sostegno di sezione quadrata ricoperta in pelle, di dimensioni 640x425x2000mm, potenza 14x2,5W;
da ma terra colonna con diametro ø430mm h.1930mm, 28x2,5W con potenziometro incluso.
da ma tavolo con diametro ø430mm h.490mm, 10x2,5W con potenziometro incluso. Le versioni a sospensione sono disponibili con rosone e alimentatore integrato oppure con rosone incasso o soffitto con alimentatore remoto, il kit di fissaggio a sospensione è incluso. Alimentatore 220-240V 50-60Hz incluso, con cavo di alimentazione 2000mm per le versioni terra e terra colonna.
Finitura ottone naturale.
Soluzione di luce utilizzata anche nei progetti: Palazzo Ancilotto, Crescent House

