A dieci anni dalla sua scomparsa, il grande maestro della fotografia Gabriele Basilico viene celebrato dalla sua città – Milano – con una grande mostra che espone trecento scatti di città Italiane e internazionali. Promossa e prodotta da comune di Milano-cultura, Palazzo Reale e triennale Milano insieme a electa, e realizzata con la collaborazione scientifica dell’archivio Gabriele Basilico, la mostra ‘Gabriele Basilico. Le mie città’ – curata da Giovanna Calvenzi e Filippo Maggia – presenta una selezione dei lavori sulle grandi committenze internazionali di Basilico. L’architettura espositiva, progettata da Umberto Zanetti, ZDA - Zanetti Design Architettura e risolta nelle sale del lucernario e delle cariatidi nel confronto tra la micro-scala dell’allestimento e lo spazio monumentale dell’intorno, è pensata come un tracciato urbano, un labirinto di vie e piazze in cui lo spettatore incontra, in un percorso di immagini tortuoso, sorprendente e libero, senza fili, le fotografie di Basilico allestite su pannelli come fossero i muri delle strade delle città. Il progetto della luce, sviluppato con Marionanni e Viabizzuno, si ispira alle tesate che caratterizzano i paesaggi urbani immortalati dallo sguardo cosmopolita del fotografo italiano. I cavi aerei che punteggiano le immagini delle città di Basilico vengono reinterpretati dalla catenaria di luce serpentine, disegnata per Viabizzuno dal maestro dell’architettura, premio Pritzker 2009, Peter Zumthor e adattata su misura al contesto di Palazzo Reale tramite pali d’acciaio alti 4500 mm che permettono di portare tutte le connessioni elettriche sul perimetro della sala, evitando così canaline al centro del percorso espositivo. Le sorgenti di luce elettronica dei corpi illuminanti, caratterizzate da una temperatura colore di 3000K ed elevati parametri di qualità della luce, sono orientabili all’interno di un allestimento flessibile – realizzato con UniFor – lasciando libera la fruizione dei fotogrammi d’autore da parte dei visitatori. Le pareti perimetrali, architettoniche e scultoree, rimangono così appena percettibili, in una penombra che guida lo spettatore alla scoperta di città e metropoli del mondo come fosse perduto dentro un film, dove ogni fotogramma è simile eppure diverso.


‘Confesso che quando sono entrata, quasi da osservatrice, a visitare la mostra ‘Gabriele Basilico. Le mie città’ e che avevo curato io stessa con Filippo Maggia, mi sono commossa. Lo spazio della Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale, a Milano, è magnifico e molto difficile. UniFor aveva costruito, con la progettazione di Umberto Zanetti, dei meravigliosi espositori di pioppo che reggevano le opere di Gabriele Basilico e che costruivano una sorta di piccola città, con grandi viali e piccole piazze, dove anche sedersi a guardare le città del mondo che Gabriele Basilico aveva fotografato nel corso della sua carriera. La commozione nasceva tuttavia dall’aver notato che l’illuminazione delle opere era da un lato perfetta, dall’altro una elegante replica dei molti cavi delle illuminazioni stradali in giro per il mondo che Basilico ha sempre tenuto al centro della sua visione. I grovigli di cavi di Rio de Janeiro o di Shanghai, i pali della luce di San Francisco o di Berlino trovavano una eco elegante nelle scelte luminose che Marionanni, che conosceva benissimo il lavoro di Gabriele, e Viabizzuno avevano realizzato. Una tale gentilezza di visione, di partecipazione creativa alla mostra, travalicava l’impegno professionale ed entrava nel territorio dell’affetto e dell’amicizia.’
”catenaria di luce serpentine
catenaria di luce serpentine progettata da Peter Zumthor ha il sapore delle feste d’estate e delle città di notte, in cui cavi infiniti e aggrovigliati diventano i protagonisti del paesaggio urbano. Costituita da un filo sospeso al quale si applicano luci orientabili e fisse, catenaria si inserisce con eleganza tanto nei contesti interni quanto in quelli esterni.
Questo apparecchio di illuminazione nasce per ‘hortus conclusus’, la struttura estiva temporanea che Peter Zumthor ha progettato nel 2011 per la Serpentine Gallery di Londra. Questo allestimento sì provvisorio, ma fortemente rappresentativo e di grande rilievo nel mondo dell’arte e dell’architettura, era uno spazio contemplativo dove la luce ridefiniva l’architettura come esperienza sensoriale. Proprio l’ingresso era marcato da una catenaria di lampadine ad incandescenza E27 in ferro zincato, come nelle vecchie feste paesane. Una luce semplice e che invita, familiare, non spettacolare, elementare, non invasiva.
Sistema di illuminazione a sospensione per esterni IP54.
Realizzato con apparecchi in alluminio ossidato e verniciato a polvere. Il vetro è soffiato e realizzato interamente a mano da maestri vetrai. Cavo di sospensione di sezione 13x4mm con conduttori 2x1,5mm² lunghezza 20000mm, cablati con sorgente elettronica 3000K Ra98 5,6W 586lm. Ottiche: 36° o diffondente. Alimentatore 220-240V 50-60Hz 24Vdc.
Accessori: morsetto/tirante per sospensione, derivazione per alimentazione 24Vdc e 350mA con connettore IP67.
Finitura nero notte.

